Cerca

giovedì 19 aprile 2012

Non volevo (Piccoli rimpianti quotidiani)

Non volevo non scriverti per tre giorni. Non volevo farti pensare che a me di te non importa niente. Non volevo nemmeno prenderti veramente in giro. Volevo farlo solo per ripicca, perché tu prendi sempre in giro me. Ma alla fine sei troppo forte, vinci tu in ogni caso. Volevo vincere io, almeno per una volta. Averla vinta e baciarti ridendo. Ma non ce la farò mai, mai. Vincerai sempre tu, e mi negherai un bacio scherzosamente, e ridendo mi farai inciampare, mentre rido anch'io, fino alle lacrime.
Sì, ho dei rimpianti, ecco. E non so cosa fare. Non è che sia successo niente, è un giorno come un altro, ma sto facendo caso a come mi comporto. E ci sto facendo caso perché mi sembra il modo meno complicato di capire qualcosa riguardo a chi sono io. So solo cosa non voglio essere, ma analizzandomi scopro che in piccoli atteggiamenti, dimenticanze o frasi buttate lì, sono qualcosa che non vorrei. Paradossale.
Sarebbe bastata una parola: scusa. Quella parola, nel momento in cui avrebbe dovuto essere usata, era nell'oblio più totale. Forse nella mia testa la cercavo anche, ma non la trovavo. E quando è tornata a galla? Cinque minuti dopo, quando tu eri già andato alle corriere e io, col mio cappuccio in testa che "sembri un folletto!", camminavo sotto una pioggia tristemente sporadica verso casa. Non è che sia successo niente, la mia vita è sempre così com'è e la tua pure. Ma sono piccoli gesti, e sono comunque importanti. E ammetto che chiederti scusa non sarebbe stato affatto male.
Sono mesi che medito un gesto carino che possa farti piacere. Vorrei dedicarti una canzone. Anzi, due. Tre, cinque, dieci. Ce ne sono così tante che ti rappresentano e che mi rappresentano. Peccato che a te non ne piaccia neanche una. E non sai quant'è frustrante ascoltare quelle canzoni, così dannatamente belle e con dei testi che ci rispecchiano così tanto, e avere una voglia sfrenata di condividerle con te, e vedere te che puntualmente scuoti la testa e ti sfili l'auricolare. Non lo fai per dispetto, lo so, però a volte mi sembra che reputi sdolcinata una canzone solo perché la ascolto io. Ma è solo un'impressione.
Non so, vorrei... poter riuscire a farti sentire felice. Ad ogni intervallo, ogni volta che la mattina ti saluto frettolosamente quando passo dal bar, in ogni gesto, sempre. Ma non so come fare. E a volte, nel tentativo di strafare, va a finire che quando sono con te divento qualcuno che non è la vera me. Come oggi. Non chiedere scusa non è da me. Anche se è per una cavolata, tipo se pesto un piede per sbaglio a qualcuno o se aggiustandomi la sciarpa la mando in faccia a chi mi sta attorno senza volere.
Ed ecco l'ennesima delle trecentomila canzoni in cui trovo dei pezzi di noi. Ma non riusciresti ad apprezzarla. Perché a te non piace il country. Né tantomeno l'inglese. Ma porca bomba!
Ultimamente penso sempre più spesso che vorrei tornare maledettamente indietro nel tempo. Anche per aggiustare piccole cose. Un gesto non fatto, una parola magari non perfetta. Inezie.

Ora, non so perché mi sto facendo tante paranoie su di me, su di te, su chiunque altro io conosca e via dicendo. Solo che evidentemente non riesco a stare bene. Se capita un bel periodo in cui di male non succede assolutamente nulla, cosa faccio io? Sto allegra e me lo godo in pace? Ma certo che no. Mi vado a fare paranoie su cose inutili. E' la storia della mia vita (mista alla stanchezza della sera, allo stress di un'intera settimana sulle spalle e a diverse ore di sonno arretrato. Devo smetterla di andare a dormire così tardi, ma i vizi sono duri a morire). Paranoie, poi. Solo pensieri occasionali e fastidiosi. Rimorsi, rimorsi, rimorsi. Non basta che non ci sia niente di male, e nemmeno che le cose vadano definitivamente bene, voglio proprio la perfezione. O forse c'è qualcosa di basilare che mi manca e non me ne rendo conto. Insomma, non vedo proprio perché sentirmi a disagio.

Okay, ho bisogno di fare qualcosa. E credo proprio che suonerò, sì. Ti dedicherei tutti gli studi e i preludi e le scale e le legature e ogni pausa che faccio quando ho male alle dita per i troppi barré. Se solo avessi la certezza che tu li apprezzeresti.

7 commenti:

  1. Che meravigliosa lettera.
    Ognuno di noi, forse, vorrebbe dire quelle cose, che tu facilmente hai scritto.
    Grazie, mi hai riscaldato il cuore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te di aver letto tutto il post fino alla fine... E sono felice che in qualche modo ti sia stato utile.
      La cosa buffa è che il destinatario non la leggerà mai a meno che io non gli invii il link appositamente *che tristezza*

      Elimina
  2. Concordo in pieno con Themoon!!

    RispondiElimina
  3. Ciao, passa da me: ti ho assegnato un premio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazieee :3 prima o poi dovrò pubblicarli tutti xD

      Elimina
  4. ehi, avevo commentato questo tuo post ma evidentemente il mio computer ha fatto i capricci -.- .. comunque ti avevo solo dato il consiglio di non fare a gara a "chi è il più forte vince", perché è inutile.. alla fine perdereste entrambi, te lo dico per esperienza. E continua a mostrargli quello che provi, perché sono sicura che in realtà lui apprezza tutto quello che fai.. solo che forse gli risulta difficile dirti "grazie", come a te risulta difficile dirgli "scusa". sei bravissima .. passa nel mio blog, ti ho assegnato un premio anche io =)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille dei consigli :) e ovviamente anche del premio ^^

      Elimina